PIEMONTE ARTE: le mostre da non perdere questa settimana. Da Ceriana Mayneri a Carena…
Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo
GALLERIA DEL PONTE. CLOTILDE CERIANA MAYNERI, “MOLTI L’HANNO GUARDATA, NESSUNO L’HA VISTA”
La mostra, a due anni dalla scomparsa, ricostruisce e ripercorre per la prima volta la parabola artistica di Clotilde Ceriana Mayneri (1940-2023), una delle più interessanti e complesse personalità apparse sulla scena torinese tra la metà degli anni sessanta e l’inizio del nuovo millennio, ancora ampiamente da studiare e – in un certo senso – da riscoprire, ancora tutta da approfondire. Al miope misconoscimento del suo lavoro hanno di certo contribuito l’inclinazione oltremodo schiva e riservata del temperamento dell’artista, la sensibilità estrema e quasi esasperata della sua interiorità (salda e delicatissima a un tempo), l’eleganza innata della sua nobile ma mai altera separatezza e la totale mancanza di quel becero arrivismo che contraddistingue tanti sgomitanti protagonisti dell’era postmoderna, oltre al lirismo completamente libero – svincolato da qualsivoglia ammiccamento modaiolo e da qualsivoglia concettualismo à la page – del suo linguaggio formale più maturo, così misteriosamente remoto e insieme potentemente attuale.
Appartenente alla illustre famiglia Ceriana Mayneri, che annovera tra i suoi esponenti Carlo, celebre generale di cavalleria, il deputato e industriale Michele (uno dei fondatori della Fiat) e Lodovico, diplomatico e parlamentare di cinque legislature, la giovane contessa Clotilde si rivela presto scultrice per vocazione e formazione, studiando con Umberto Baglioni e Giovanni Chissotti all’Accademia Albertina, dove si diploma nel 1963. Dopo le prime prove figurative e informali (in mostra è presente un robusto gesso patinato che marca l’influsso, allora inevitabile, di Sandro Cherchi), la plastica a tutto tondo dell’autrice si indirizza verso volumi e forme di maggiore sintesi e dal modellato più asciutto, con aperture e sfrangiature quasi “spazialiste”, presenti sia nelle terrecotte, smaltate e non, sia nei bronzi. E se fino alle soglie degli anni ottanta le “pagine” di creta, finemente toccate dalla scultrice, creano sequenze di andamenti modulari a formare una biblioteca ideale di epigrafi mai scritte, successivamente ogni opera (sempre tridimensionale, quindi sempre “scultorea” in senso lato) diventa una sorta di portale per accedere ai misteri dell’interiorità e della memoria, attraverso stratificazioni, intrecci e collage di materiali meno aulici rispetto a quelli della scultura tradizionale, più intimi, semplici e talora attinti dalla natura: oggetti trovati sul cammino come rametti e legni naturali, frammenti di canna di bambù, placche di corteccia di acero, fili di saggina, fili di canapa, fili di rame, corde, viti ottonate, vecchie provette, lacerti di aquiloni giapponesi, carte umili o preziose, pagine di libri antichi… Una poesia tattile, insomma, un lungo soliloquio che parla di sentimenti e sensazioni; una partitura di ricordi, palpiti ed emozioni (anche intellettuali) da cui emergono, per esempio, i versi della amata Emily Dickinson oppure trame di grafismi indecifrati.Nel lavoro maturo di Clotilde Ceriana, come nella poesia di Emily Dickinson, vi è un’alternanza spiazzante tra il registro umile e quello elevato, tra il semplice e il sublime, che procede parallelamente all’osservazione trasfigurata del mondo esterno e di quello interiore, all’alternanza vertiginosa dell’infinitamente grande e dell’infinitamente piccolo, del passato e del presente, della solitudine affollata e dei rumorosi silenzi. Scrive Clotilde nell’intensa autopresentazione di una mostra torinese, datata febbraio 1989: «Dall’ombra quieta dello studio così affollato, così canoro, io ascolto. Frammenti di tempo, di spazio, di cose. Tempo ne ho tanto, so aspettare, raccogliere, collezionare. Mi piace pensare che la neve stia turbinando per me. Il mondo, qui dentro, è pieno di sogni. Il mondo, là fuori, racconta storie di piccole immensità. Chinarsi un istante per formulare – una pausa – poi ricominciare. C’è ancora molto da cogliere lungo la vita, basta guardare indietro».
L’esposizione, la più ampia ricognizione finora mai dedicata alla ricerca tridimensionale e alla figura di Clotilde Ceriana Mayneri, presenta una selezione di una cinquantina di opere, tra sculture (in bronzo, terracotta, gesso) e lavori polimaterici, distribuita lungo un arco cronologico di mezzo secolo, che va dalla seconda metà degli anni sessanta al 2020.
CUNEO. MOSTRA | LA BELLEZZA RIVELATA, SUSSURRI DI LIBERTÀ
“L’arte è un sapere che ci fa cambiare idea, un sapere che ci mette in contatto con le esperienze umane e con i suoi tabù, e non ha paura, l’arte, non ha mai avuto paura di parlare di qualcosa di profondamente inquietante” scrive Anselm Kiefer in “Anselm Kiefer, Parole d’artista”, edito da Rosenberg & Sellier.Questa frase riassume l’idea alla base dell’installazione artistica di Sara Masoero, che unisce la fotografia macro di fiori e una ricerca storica svolta negli archivi degli ex ospedali psichiatrici di Racconigi e Collegno, che ha portato alla luce frammenti di vite solo ora rivelate.L’installazione, visitabile a Cuneo, a Palazzo santa Croce, nei weekend dall’11 al 27 aprile, è nata lo scorso anno ed è stata esposta a Racconigi, con l’obiettivo di ridare vita e dignità a persone e storie dimenticate, tratte dagli scaffali polverosi degli archivi. Ora è cresciuta, si è evoluta ed è diventata un percorso sensoriale, su più spazi: gli spettatori potranno prendere consapevolezza di ciò che è stata la realtà manicomiale prima della legge Basaglia, ma questa realtà, pur essendo mostrata in tutta la sua durezza, viene poi trasfigurata dalla creazione artistica, che con la sua potenza catartica e trasformativa rivela la bellezza nascosta, risarcisce ciò che non è stato. Anche gli internati probabilmente sentivano la profonda capacità riparatrice dell’arte, che lenisce la sofferenza e le ferite, e dalla loro reclusione hanno lasciato opere che, salvate dagli infermieri, testimoniano la loro tristezza e la loro speranza. Ad esse è dedicata una sezione dell’installazione, che ci dice che, per quanto il nostro dolore possa essere devastante, l’arte ci può aiutare a scioglierlo, ad immaginare una via di uscita, magari proprio a partire da cose piccole e nascoste che stanno intorno a noi.Il lavoro di ricerca negli archivi, a cui l’artista si è avvicinata con rispetto, in punta di piedi, ha richiesto tempo, un tempo lento necessario per entrare in un mondo così diverso dalla nostra realtà e riuscire a capire in profondità queste storie perdute, per poterle riportare alla luce nella loro verità e bellezza e ricucire, attraverso l’arte, ciò che è stato strappato.Dedicare tempo significa prendersi cura, ascoltare, vedere ciò che a prima vista sfugge. Anche lo spettatore è invitato a prendersi questo tempo per sé e assaporare con lentezza l’installazione, per scendere fino in fondo nell’abisso di queste storie, che raccontano il dolore nostro, degli altri, del mondo, e poi farsi sollevare in alto dall’arte, che spazza via la sofferenza e lascia solo bellezza.
L’installazione, che ha il patrocinio del Comune di Cuneo, del Comune di Racconigi e della Regione Piemonte e a cui ha collaborato l’Università delle tre età di Bagnolo Piemonte, verrà inaugurata venerdì 11 aprile alle ore 16 e sarà visitabile tutti i venerdì, sabati e domeniche, dall’11 aprile al 27 aprile compreso, dalle ore 10 alle ore 12,30 e dalle ore 16 alle ore 19.
Durante la settimana, l’installazione sarà aperta su appuntamento, telefonando al numero 333.5293937. L’ingresso è gratuito.
CHERASCO. DOMENICA 13 APRILE 2025 A PALAZZO SALMATORIS C’È “DISEGNIAMO L’ARTE”
Aneddoti, mini-giochi e disegni: Palazzo Salmatoris domenica 13 aprile accoglierà bambini e famiglie per l’appuntamento con “Disegniamo l’arte”; organizzata dall’associazione Abbonamento musei, la rassegna propone, quest’anno, attività e percorsi dedicati ai misteri e alle curiosità nascosti nei musei. Un modo per stimolare la curiosità e la creatività dei più piccoli, per favorire un’esperienza interattiva e coinvolgente collegata alla storia e all’arte e nello stesso tempo scoprire il patrimonio culturale e artistico.
Per Cherasco il titolo è “I segreti di Palazzo Salmatoris: tra storia e curiosità”, è rivolto ai bambini tra i 6 e i 13 anni e famiglie, visite e laboratori saranno al mattino alle ore 10 e al pomeriggio alle ore 16, della durata di un paio d’ore, con costo di 3 euro a bambino.
I giovani visitatori saranno accompagnati tra le sale più allegoriche di Palazzo Salmatoris, alla scoperta di aneddoti legati alla sua storia e alla sua arte. Il percorso sarà interattivo e coinvolgente: concetti complessi verranno resi accessibili attraverso esempi pratici e mini-giochi, creando un’esperienza dinamica e divertente. Durante la visita, i bambini saranno stimolati a osservare con attenzione per scoprire passaggi segreti, conoscere le figure storiche che hanno reso il Palazzo prestigioso e comprendere il significato dei personaggi e dei simboli che adornano le pareti.Il laboratorio, strettamente legato alla visita, permetterà ai partecipanti di riflettere sul significato di “segreto” in modo creativo. L’esperienza si concluderà con una chiacchierata finale e la rivelazione di un’ultima curiosità sul Palazzo, lasciando ai bambini un ricordo prezioso di quanto appreso.
Per iscriversi a “Disegniamo l’arte” a Palazzo Salmatoris è obbligatoria la prenotazione presso ufficio turistico tel. 0172427050.
RIVOLI. CARENA100: RI-CREAZIONE DELLA PITTURA
Antonio Carena torna alla Casa del Conte Verde per celebrare i suoi 100 anni
Dal 5 aprile al 4 maggio 2025, la Casa del Conte Verde di Rivoli ospiterà “Carena100: Ri-creazione della pittura”, una grande retrospettiva in onore del centenario dalla nascita di Antonio Carena (29 aprile 1925 – 1 febbraio 2010), artista rivolese di fama internazionale. La mostra è organizzata dalla Città di Rivoli in collaborazione con Casa Museo Carena curata da Nicolò Balocco (in collaborazione con Barbara Aimar) e con testo critico di Ida Isoardi.Celebre per le sue iconiche cielagioni, rappresentazioni iperrealiste di cieli azzurri e nuvole leggere, Carena ha saputo fondere la ricerca luministica del classicismo con la sperimentazione dell’arte contemporanea. L’esposizione rappresenta un’opportunità unica per ripercorrere la sua straordinaria carriera e riscoprire la sua visione artistica innovativa.La scelta della Casa del Conte Verde non è casuale: questo spazio espositivo lo ha già visto protagonista negli anni ’90, insieme all’artista Sciavolino; nel 2008 con un’importante antologica curata da Francesco Poli e nel 2021 con “Green Carena”, mostra di opere materiche. Questa nuova retrospettiva segna il suo ritorno simbolico nella città che gli ha dato i natali, offrendo al pubblico un viaggio immersivo tra le sue opere più rappresentative. E’ un’occasione per riscoprire un artista che ha saputo reinventarsi costantemente, mantenendo sempre viva la sua energia creativa. La mostra sarà visitabile dal 5 aprile al 4 maggio 2025 presso la Casa del Conte Verde di Rivoli.Antonio Carena ha attraversato molteplici fasi artistiche, sperimentando con linguaggi e tecniche sempre diversi. Diplomatosi all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, ha esordito negli anni ’50 con opere ispirate alla pittura informale, per poi avvicinarsi all’arte povera e all’iperrealismo. La sua ricerca si è sviluppata attraverso le celebri Carrozzerie e Pellicole negli anni ’60, fino ai cieli dipinti su automobili, tra cui la storica Fiat 500 esposta ad Artissima nel 1995.Negli anni ’70 ha sperimentato il graffitismo con opere provocatorie come Droga droga droga e LSD, mentre negli anni è stato tra i primi a portare la street art in Italia, decorando edifici pubblici e privati, dal Castello di Rivoli all’Hotel de Ville d’Albert a Parigi fino agli uffici della Martini & Rossi.Nel 2006, all’età di 81 anni, ha realizzato una memorabile performance di body painting dal titolo “Oggi sereno” al Museo di Scienze Naturali di Torino, sotto la regia di Willy Darko.Un’eredità artistica che vive nel territorioL’eredità di Carena è ancora oggi visibile nei luoghi che ha lasciato indelebilmente segnati con la sua arte. Il Piazzale Antonio Carena a Rivoli, a lui dedicato nel 2013, e le opere conservate nel MAU (Museo d’Arte Urbana di Torino) testimoniano il suo profondo legame con il territorio e la sua volontà di portare l’arte fuori dai confini tradizionali.
Inaugurazione venerdì 4 Aprile 2025 ore 18.00.
Casa del Conte Verde Via F.lli Piol 8, Rivoli (TO)
Mostra realizzata dall’Assessorato alla Cultura della Città di Rivoli in collaborazione con Casa Museo Carena con il patrocinio di Regione Piemonte e Città Metropolitana
Orari da mercoledì a venerdì 16 – 19 sabato e domenica 10 – 13 / 16 – 19
lunedì e martedì chiuso
NATURA E VITA, DANIELE FISSORE IN MOSTRA A BUSCA E CHERASCO
140 opere esposte a Casa Francotto e Palazzo Salmatoris dal 5 aprile al 22 giugno
Verrà inaugurata sabato 5 aprile alle ore 17,00 a Busca la mostra Natura e vita, Daniele Fissore Opere dal 1973 al 2017. La rassegna espositiva, curata da Cinzia Tesio, sarà un interessante esperimento della crescente collaborazione le Città di Busca e Cherasco, la mostra infatti si articolerà su due sedi: Casa Francotto e Palazzo Salmatoris. L’organizzazione è curata da Monviso Arte APS e da Cherasco Eventi.
L’intento è quello di rendere omaggio a un grande artista cuneese, che ha saputo sviluppare, nel corso della sua carriera, un’affascinante ricerca sul linguaggio pittorico, con delle connessioni legate al mondo della fotografia. Le due mostre, composte da oltre 140 opere e visitabili ad ingresso gratuito, raccontano efficacemente tutta la visione della realtà che Daniele Fissore ha tradotto in arte, con una continua evoluzione dei temi trattati.L’osservazione dell’artista si concentra su una visione pura e sensoriale della realtà e della società; il suo è un invito a osservare e riflettere sul

Daniele Fissore
mondo attraverso il puro atto di guardare, senza pregiudizi o ideologie, ma apprezzando la bellezza e la complessità di ciò che si vede. Si possono osservare le prime serie come le “Cabine telefoniche”, le “Opposizioni” e le “Ricognizioni”, per poi passare alla rappresentazione della figura umana e alla ritrattistica.Successivamente la serie dei “Pic–nic” mostra le novità elaborate durante il soggiorno inglese, mentre il ciclo dei “Muri” e l’esplorazione del paesaggio conducono alla serie dei “Green” e delle “Marine”, che ottennero ampi consensi di pubblico e di critica alla fine dello scorso secolo.L’ultimo periodo della produzione di Fissore si concentra sui “Video spenti” ed “Eroica”. Il ciclo di “Eroica” in particolare ha dato vita, a Torino, a una mostra inaugurata nel 2011 in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia e ad una installazione permanente al Parco Dora.
Come afferma la curatrice, Cinzia Tesio: «Il percorso segue un approccio storiografico finalizzato ad una restituzione criticamente motivata dell’ampia produzione del Maestro con una particolare attenzione all’aspetto umano. Fissore è un artista che vive tutt’ora nella memoria di tanti estimatori, cultori d’arte e collezionisti ma che attende ancora una ulteriore valorizzazione, un giusto accreditamento all’oggettivo talento. La perizia tecnica, la qualità e il valore delle opere di Daniele Fissore, la profondità delle sue ragioni di uomo e di artista emersero, fin dagli esordi, dalle attenzioni di insigni critici e studiosi tra cui Luca Beatrice, Francesco Poli, Giorgio Seveso, Angelo Mistrangelo, Marisa Vescovo. Ad avvalorare il citato consenso è necessario, ancora, rilevare il prestigio delle sedi museali e delle gallerie che, ancora vivente, ne hanno accolto esposizioni sia personali che collettive».
Natura e vita, Daniele Fissore Opere dal 1973 al 2017, vuole essere un viaggio artistico in continua evoluzione, una ricerca che è insieme personale e collettiva, intima e universale. Questo grazie all’osservazione delle opere dell’artista che riescono a comunicare messaggi in modo profondo, senza mai scadere nell’autoreferenzialità o nel didascalico.
«Con grande piacere ospitiamo a Cherasco la mostra di Daniele Fissore, un artista di straordinario talento che, con la sua arte, è riuscito a emozionare e a toccare il cuore di molti. – dicono il sindaco, Claudio Bogetti e la consigliera delegata alla Cultura, Mara Degiorgis – La sua esposizione, allestita nelle prestigiose sale di Palazzo Salmatoris, si inserisce perfettamente nel nostro impegno a promuovere la cultura e l’arte a Cherasco, valorizzando gli artisti che, con passione e dedizione, hanno contribuito e contribuiscono alla crescita del panorama culturale locale. Palazzo Salmatoris, con la sua eleganza e il suo fascino, è il luogo ideale per accogliere la sua arte; in questa cornice, la sua visione si fonde perfettamente con la storia e la bellezza di Cherasco, creando un connubio armonioso che celebra la creatività, il talento e l’impegno».«Siamo particolarmente entusiasti di annunciare l’inaugurazione della mostra personale “Natura e Vita – Daniele Fissore” che, sulla scia della collaborazione avviata in questi anni, si articolerà in due sedi, Casa Francotto a Busca e Palazzo Salmatoris a Cherasco. – dicono il sindaco, Ezio Donadio e l’assessora alla Cultura, Lucia Rosso – La sinergia tra i nostri due Comuni, infatti, è sempre più solida e produttiva e con questa nuova esposizione si vuole, da un alto, celebrare e valorizzare l’arte di Fissore, artista che ha lasciato un segno nel pubblico e nella critica della fine del scorso secolo, dall’altro sottolineare il potere unificante dell’ arte e della cultura, capaci di creare un ponte tra due città, enfatizzando la complementarità dei loro territori e l’importanza del turismo culturale per la crescita e il benessere delle comunità locali. Prosegue, inoltre, la promozione di programmi educativi dedicati alle nuove generazioni, che permetteranno agli studenti di esplorare l’arte di Fissore attraverso visite guidate e laboratori didattici. Questo impegno verso l’educazione artistica rappresenta un investimento nel futuro culturale e civico delle prossime generazioni. Invitiamo, pertanto, residenti e visitatori a partecipare a questa straordinaria esposizione, scoprendo e apprezzando l’arte di Daniele Fissore, un artista che ha saputo coniugare pittura e fotografia in un linguaggio unico e trasformare la realtà quotidiana in opere di grande bellezza e profondità concettuale».Il figlio Simone Fissore, presidente dell’“Associazione per l’archiviazione e la tutela dell’opera di Daniele Fissore ETS” a nome della famiglia: «Ringrazio le amministrazioni comunali di Busca e Cherasco, gli enti promotori, la Banca Cassa Risparmio di Savigliano, la Fondazione CRS e la Banca di Caraglio per il prezioso contributo finalizzato alla valorizzazione e alla promozione della figura dell’artista. Ringrazio, inoltre, la curatrice con cui ho ideato e strutturato il progetto, e tutti i collaboratori e i collezionisti indispensabili per la riuscita di questa ampia rassegna antologica». L’evento espositivo sarà arricchito durante l’apertura da attività didattiche con le scuole e da eventi collaterali.
Natura e vita, Daniele Fissore opere dal 1973 al 2017
Dal 5 aprile al 22 giugno 2025 – INGRESSO LIBERO
Orari
● Casa Francotto (Busca) Venerdì 15,30 – 18,30 Sabato 10 -12 / 15,30 – 18,30 Domenica e festivi 10 – 12,00 / 14,30 – 18,30
Info: Casa Francotto 3715420603info@casafrancotto.it – www.casafrancotto.it
● Palazzo Salmatoris (Cherasco) Mercoledì, giovedì e venerdì 14,30 – 18,30 Sabato, domenica e festivi 9,30- 12,30 / 14,30 -18,30 Info Ufficio turistico 0172 427050 – www.turismoeventicherasco.it
CASTELLO DI AGLIE’. MOSTRA “NOBILI TAPPETI”
Al Castello di Agliè, domenica 6 aprile alle ore 16.00, l’inaugurazione della mostra Nobili tappeti. Testimonianze d’arte tessile orientale tra XVI e XIX secolo da collezioni private, a cura di Luca Emilio Brancati, ideata e prodotta in collaborazione con il Rotary Club Cuorgnè e Canavese e con la Galleria Mirco Cattai.
Protagonisti dell’esposizione sono più di quaranta tappeti orientali, realizzati in Persia, Caucaso e Anatolia, tra il sedicesimo e il diciannovesimo secolo, provenienti da collezioni private del territorio. Un tempo preziosi beni di lusso, i tappeti erano parte degli arredi di residenze aristocratiche o ricche dimore borghesi.
In occasione dell’evento inaugurale sarà possibile visitare la mostra con il curatore.
Alle 11.00, in attesa dell’inaugurazione, sulla piazza del Castello si svolgerà il laboratorio Intrecciare legami per realizzare insieme, utilizzando materiali di recupero, un grande ‘tappeto’ collettivo.
La mostra potrà essere visitata fino a domenica 4 maggio nell’ambito della visita al Castello.
Giovedì 17 aprile alle 15.00 si terrà il laboratorio didattico per famiglie Trame di colore.
BRA. A PALAZZO MATHIS LA PERSONALE DI MARIA CARMEN SALIS “TRA SILENZI E SOGNI”
Vincitrice della quinta edizione della “Biennale della creatività – WAB”
Inaugura sabato 5 aprile 2025 a Palazzo Mathis l’esposizione di Maria Carmen Salis “Tra silenzi e sogni”. Si tratta dell’artista vincitrice della quinta edizione della “Biennale della creatività – WAB”, andata in scena lo scorso autunno, con l’opera “Passeggiata serale”, che ovviamente sarà tra le tele esposte in questa personale.
Per il sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello la “Salis, pittrice sarda, è assai nota per una pittura compatte e decisa, con composizioni ‘giocate’ nella misura di una stabilità sentita e sostenuta. I suoi scenari pittorici propongono intriganti visioni ludico-metafisiche”.
Nelle trenta tele esposte a Palazzo Mathis viene proposto un viaggio tra i suoi passaggi figurativi, dove s’avverte la sospensione del tempo e trapela un virtuosismo, da esercizio quotidiano, che detta pause e le cromie sature sagomano case, alberi, animali, mari, pesci, persone, cieli e lune. Un’elaborazione pittorica dai tratti precisi e determinati, nonché sostenuta da campi cromatici ben valutati e calibrati, raggiungendo una dimensione visionaria, magica e onirica che va al di là del tempo reale.
L’inaugurazione della mostra è prevista per le 18 di sabato 5 aprile. L’esposizione sarà visitabile fino al 27 aprile ad ingresso gratuito con il seguente orario: lunedì, martedì e giovedì 9/12,30 e 15/17,30, mercoledì e venerdì 9/12,30, sabato e domenica 15,30/18. (rb)
ALLO SPAZIO BAart DI AGLIANO TERME ARRIVA DEGUSTART, RASSEGNA DEDICATA ALL’ARTE
SI COMINCIA CON 'LUOGHI = EMOZIONI' E LE VISIONI AEREE DI GIANNI GASCHINO IL 'PITTORE VOLANTE'. DAL 6 APRILE AL 20 MAGGIO
Lo spazio BAart di Agliano Terme, in provincia di Asti, riapre i battenti dopo la pausa invernale con DegustArt, calendario di incontri dedicati all’arte e al vino in collaborazione con il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. Artisti e artiste si alterneranno da aprile fino a fine anno esponendo le loro opere nei suggestivi spazi dell’ex confraternita di San Michele, in piazza San Giacomo, dove sarà possibile anche conoscere e apprezzare i vini dei produttori locali.
Inaugurerà la stagione, domenica 6 aprile, la mostra antologica ‘Luoghi = Emozioni’ del pittore paesaggista piemontese Gianni Gaschino. L’esposizione sarà aperta fino al 20 maggio e tutte le domeniche ai visitatori sarà offerto in degustazione un calice di Barbera d’Asti, in linea con la filosofia che contraddistingue BAart, che unisce la promozione delle eccellenze del territorio all’attenzione per l’arte in tutte le sue possibili espressioni.
LE DEGUSTAZIONI
Le degustazioni proposte ogni domenica per tutto il calendario delle mostre spazieranno fra le etichette di ventincinque produttori di Agliano Terme, zona particolarmente vocata alla produzione della Barbera d’Asti e tra i paesi con la più ampia superficie coltivata con questo vitigno. Nelle aziende dei vignaioli nascono e si affinano la Barbera d’Asti, la Barbera d’Asti Superiore e il Nizza, frutto di un sapiente lavoro che inizia in vigna e si conclude in cantina. Per i visitatori sarà l’occasione per approfondire la conoscenza della Barbera d’Asti e scoprire le singole storie che si celano in ogni calice.
LA MOSTRA
Aviatore, ingegnere e dirigente industriale, Gianni Gaschino, il quale ama definirsi ‘pittore-volante’, vanta una lunga e ricca carriera nella pittura che ha radici negli Anni Settanta. La mostra propone una selezione di paesaggi visti dall’alto, come da un aereo: panorami e sensazioni che spaziano con disinvoltura e con unità di stile dalle colline alle Alpi, dal Tirreno ai borghi e alle città del Piemonte.
Il suo stile figurativo accosta colori brillanti secondo una ritmica scansione, come tasselli di un mosaico: considerato da sempre originale e riconoscibile, è solo apparentemente semplice ed è frutto di un gioco rigoroso di prospettive, che attinge dalla sua formazione di ingegnere. Ne risulta un’arte figurativa immediata, sognante, talvolta fiabesca, piacevolmente evocativa.
Così Gianni Gaschino racconta i suoi dipinti: «I riferimenti ai paesaggi sono spunto per illustrare le emozioni e i sentimenti che essi suscitano, traducendo nelle opere lo spirito del luogo che ha fatto vibrare le corde del cuore. Sono dunque i borghi adagiati sotto il sole meridiano dove la natura, i coltivi, le case sembrano fondersi in un tutto armonico e sognante. Sono le incantevoli visioni di paesi nostrani sospesi in magiche notti di plenilunio, così come angoli a noi tutti famigliari di mercati e sagre paesane all’ombra delle antiche case, fissati sulla tela insieme al brulicante agitarsi della gente che li anima, quasi a udirne il confuso vociare».
Info: www.giannigaschino.com
L’inaugurazione della mostra sarà domenica 6 aprile 2025 alle ore 12. L’ingresso è gratuito. Tutte le domeniche i visitatori avranno in omaggio un calice di Barbera d’Asti.
BAart fa parte della rete museale astigiana della Fondazione Asti Musei.
BAart, piazza San Giacomo 2, Agliano Terme. Orari di apertura: tutti i giorni dalle 10 alle 18, chiuso il mercoledì.
S—>XL | Il MEF ospita la collezione della Fondazione Bevilacqua La Masa
Mostra a cura diStefano Coletto
giovedì 10 aprile-domenica 29 giugno 2025
orari: giovedì e venerdì 14:30-19:30
sabato e domenica 11-19:30
Il Museo Ettore Fico ospita la collezione della Fondazione Bevilacqua La Masa con un progetto espositivo che raccoglie le opere degli artisti che hanno partecipato alle residenze della Fondazione e che sono state acquisite tramite i fondi ministeriali del bando PAC 2022-23 (finanziamento finalizzato all’incremento del patrimonio pubblico di arte contemporanea) e attraverso il bando Cantica 2021 (Italian Contemporary Art Everywhere del Mibact) volto a promuovere l’arte sostenendone la produzione.
La mostra S—>XL – Gli artisti della collezione della Fondazione Bevilacqua La Masa è in sintonia con le opere degli artisti contemporanei in collezione permanente al MEF che è stata realizzata attraverso le acquisizioni dei premi assegnati durante Artissima e durante le mostre personali realizzate in museo. Questa scelta si identifica per l’attenzione rivolta ai giovani artisti e talenti emergenti che si distinguono per l’innovatività del loro lavoro.
Anche la FBLM sostiene la ricerca artistica continuando a seguire gli artisti nel loro percorso, anche dopo il periodo di formazione negli Atelier, supportandoli nella loro crescita, nei loro progetti, nella produzione e diffusione dei loro lavori. Acquisendo e producendo le opere degli artisti, da una parte l’Istituzione arricchisce la propria collezione interna, dall’altra traccia un percorso nella ricerca artistica attuale e si pone come sguardo originale per rileggere il presente, stimolando lo sviluppo dell’arte e il dialogo tra autori contemporanei.
Artisti in mostra: Giorgio Andreotta, Calò Paola Angelini, Ruth Beraha, Pamela Breda, Jingge Dong, Valentina Furian, Lorem, Rachele Maistrello, Diego Marcon, Elena Mazzi, Ryts Monet, Giacomo Segantini, Alberto Tadiello.
ALMESE. MOSTRA INTERATTIVA “IO LUPO…SENTIERI CONDIVISI TRA ARTE E NATURA
L’Associazione Culturale Cumalè ha inaugurato sabato 29 marzo presso il Ricetto per l’Arte – Agorà della Valsusa di Almese la mostra d’arte interattiva “IO LUPO…sentieri condivisi tra arte e natura”, realizzata con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino, dell’Unione Montana Valle Susa, del Comune di Almese, dell’Ente Parco Alpi Cozie, in collaborazione con il CAI sezione di Almese, con la Casa dei Libri di Avigliana e con l’Associazione di Promozione Sociale Io non ho paura del lupo A.p.s di Parma inaugura. Un tema quello del Lupo molto sentito e dibattuto negli ultimi tempi su tutto il territorio della Valle di Susa. La mostra nasce da uno sguardo artistico attraverso le opere create da sei artisti Valsusini e della provincia di Torino che con le loro opere hanno creato un percorso interattivo nelle sale e nella Torre Medioevale del Ricetto di Almese. Vista l’importanza del tema, eventi OFF arricchiscono la proposta per darne una visione a 360°: uno sguardo scientifico- narrativo dato dall’esperienza e conoscenza del guardia parco Luca Giunti del team progetto “Life WolfAlps EU”; uno sguardo tra storie, miti e folklore con la guida naturalistica Laura Antiquario con la conferenza ” Divinità o demoni? – storie, miti e folklore del lupo”, promossa e finanziata dal progetto “Life WolfAlps EU”; un docu-film realizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Io non ho paura del Lupo” che racconta il tema sotto ogni sfaccettatura, dove i racconti vedono protagonisti anche gli allevatori e i cacciatori; una parte letteraria curata da La Casa dei Libri di Avigliana, Martina Franchino e Gianpietro Daniele con un pomeriggio di letture e laboratorio per bambini e ragazzi dal titolo “Lupo lupo dove sei ?”; sul territorio con il CAI sezione di Almese accompagnati da Enrico Pol guardia parco GEV “Sulle tracce del Lupo. Una passeggiata lungo il Transetto di Costafiorita.”
CONDOVE. MOSTRA “IMMAGINI DELL’INVISIBILE”, ICONE DI TIZIANA PIERUZ
Gli Amici Chiesa di San Rocco, l’Associazione Culturale “ELEVAL – Momenti d’Arte” e l’’Ass. Galleria Losano invitano all’inaugurazione della Mostra “Immagini dell’invisibile – Icone antiche e contemporanee di Tiziana Pieruz” che si terrà Domenica 6 Aprile alle ore 16.00 presso l’Antica Chiesa romanica di San Rocco, via Cesare Battisti – Condove.
REGGIA DI VENARIA. “ARTE E POTERE NELLA GENOVA DEI DOGI”